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EMICRANIA E CEFALEA
Saper descrivere al medico di quale mal di testa si soffre, delineando i sintomi, è molto importante poiché una
cura che può risultare efficace ed alleviare i sintomi in una particolare forma può risultare inefficace in
un'altra condizione di cefalea

Ho il mal di testa, banale ma reale problema! Quale dei diversi 150 tipi esistenti?E bene si, nel complesso di cefalee ne esistono 150varianti diverse. Riconoscere che tipo di dolore ci affligge èil primo passo per poter costruire una terapia.
È il disturbo doloroso più largamente diffuso, del quale tutti abbiamo sofferto almeno una volta nella vita.
Cerchiamo di capire come relazionarci con questo “amico” delle nostre giornateSaper descrivere al medico di quale mal di testa si soffre, delineando i sintomi, è molto importante poiché unacura che può risultare efficace ed alleviare i sintomi in una particolare forma può risultare inefficace in un'altracondizione di cefalea.
Ovviamente per motivi pratici e di informazione noi ci limiteremo a trattare solo le più importanti e diffuse.
In primis si deve distinguere tra cefalee primarie, in cui il mal di testa è la vera e propria malattia, e quellesecondarie, in cui il mal di testa è solo uno di diversi sintomi che accompagnano una patologia già presenteoppure altre condizioni (esempio una notte insonne oppure la febbre).
Sebbene come disturbo sia molto diffuso, colpisce più le donne che gli uomini in un rapporto di 4 ad 1, ed èanche molto studiato, non si conoscono con esattezza tutti i fattori scatenanti.
Sicuramente possiamo annoverare l’inquinamento ambientale sia acustico che atmosferico, l’alimentazione poco ordinata, lo stress, l’abuso di alcol, il fumo di sigaretta, la vita tropposedentaria o al contrario l’eccesso di attività sportiva, sono tutte condizioni che creano unaconcentrazione di stimoli irritanti e infiammatori a livello del cervello che si ripercuotono sulle terminazioninervose causando dolore.
Cefalea SecondariaA questa famiglia appartengono le forme di cefalea più diffuse. Possono colpire chiunque,e in qualunquemomento. Possono essere occasionali o ritornare di frequente, dipende dalla causa che le scatena.
Come sintomatologia sono caratterizzate da dolore che può essere accompagnato da sintomi diversi a secondadei fattori scatenanti. Per esempio se alla base della cefalea c’è una situazione di stress può comparireanche tachicardia, se la causa scatenante è la patologia ipertensiva si potrebbero avvertire delle vertigini. Talesintomi accompagnano quelli più classici, ovvero dolore diffuso per il capo, fastidio alla luce e al rumore e,quando il mal di testa è molto intenso, possono manifestarsi nausea e vomito.
Fortunatamente abbiamo a nostra disposizione diversi farmaci utili per il trattamento della cefalea da lieve amoderata.
Si ricorre all'utilizzo di farmaci antiinfiammatori non steroidei detti FANS, sono farmaci da banco cioèacquistabili senza l'obbligo di presentare la ricetta medica, sono disponibili in diverse formulazioni, dallecompresse ai formati granulari da sciogliere in bocca per un più rapido assorbimento.
É buona norma consultare il medico se gli episodi di cefalea iniziano ad avere una frequenza elevata,nell'ordine 1 o 2 volte a settimana, in modo che possano essere identificate le cause e le cure più appropriate.
E’ d'obbligo il consulto medico se il dolore insorge improvvisamente ed è molto intenso, se compaiono febbre, spossatezza, disturbi della vista, difficoltà nel parlare, dolore o rigidità al collo.
La parola d'ordine in questi casi è “Agire subito, agire ora!”l'importante è non aspettare nella speranza, mai soddisfatta, che la condizione migliori da sé. Un atroce mal ditesta non è mai svanito da solo, contro il mal di testa bisogna sempre agire presto per evitare che gli stimoliiniziali sollecitino altri recettori del dolore, amplificando i sintomi e riducendo al minimo le possibilità chel’eventuale farmaco assunto in seguito, in caso di totale disperazione, riesca ad offrire un reale sollievo.
Cefalea PrimariaTrattazione più ampia ed approfondita merita il caso della cefalea primaria, nelle quali il mal di testa è la verae propria malattia.
A questa famiglia appartengono le note e temute Emicranie, colpiscono in Italia sei milioni di persone tra i 15ed i 55 anni.
Si caratterizzano come un vero e proprio tormento poiché non si presentano con pochi e sporadici attacchiisolati ma hanno una periodicità elevata, con frequenza e intensità tali da condizionare lo svolgimento delleattività quotidiane e diventare invalidanti.
Le cause, anche in questo caso non sono ben note, cosa certa però è la predisposizione genetica, di fatto si èosservato che è presente in più membri della stessa famiglia.
Ne esistono essenzialmente di 3 tipi: l’emicrania, la cefalea muscolo-tensiva, cefalea a grappolo.
In generale è possibile disegnare delle caratteristiche comuni, tutte tendono a ripresentarsi periodicamente, confrequenza e intensità variabile, in modo spontaneo oppure sollecitate da specifici fattori scatenanti non tuttiancora noti.
Se non adeguatamente trattate, tendono a peggiorare con il tempo, crisi dopo crisi, e a ripresentarsi sempre piùspesso.
Nello specifico l'emicrania colpisce in misura maggiore le donne poiché pare sia relazionata all'andamentociclico ormonale.
La cefalea a grappolo predilige come bersagli gli uomini tra i 25 ed i 50 anni.
Più democratiche le cefalee muscolo-tensive, si presentano senza distinzione di sesso ed età, con le stessepercentuali.
L'emicrania si presenta con attacchi ricorrenti della durata variabile dalle 4 alle 72 ore.
Tipico è il dolore pulsante, concentrato a un solo lato della testa, spesso accompagnato da nausea, vomito,ipersensibilità ai rumori, anche banali, ed alla luce. In genere, peggiora con l’attività fisica, pertantorichiede di stare al buio sdraiati.
Da ciò è facile comprendere che l’emicrania tende a essere invalidante, impedendo spesso di svolgerele più comuni attività quotidiane.
La tipologia più sopportabile è quella muscolo-tensiva, dà origine a un dolore costante simile a un peso o auna morsa, diffuso a tutta la testa.
Indotta o favorita dallo stress emotivo, da problemi ortodontici o da posture errate, può essere occasionale ocronica e dipende da un’eccessiva contrazione dei muscoli del collo, del volto e del cranio. Puòpresentarsi con una durata che varia da mezz’ora ad alcuni giorni.
Nell'Emicrania classica, quella definita ad aura (il classico cerchio alla testa) l’attacco dolorifico èanticipato da disturbi visivi, formicolii, difficoltà di movimento a braccia e mani o nel linguaggio.
La forma più dolorosa, più difficile da sopportare è quella a grappolo, così definita per l’andamentoraggruppato degli attacchi.
Il dolore di forma pulsante si localizza su un lato della fronte, intorno e dietro l’occhio, si presentacome fitte lancinanti e può essere accompagnato da irritazione oculare e sensazione di naso chiuso. La duratadi un singolo attacco può variare da un quarto d’ora a tre ore, ma nell’arco della giornata èpossibile che si presentino più attacchi.
Come e quando curarsi: anche in questo caso bisogna intervenire in maniera tempestiva, senza indugiare, conl'ausilio dei FANS per bloccare l’evolversi della condizione dolorosa.
Tale tipo di approccio è indicato per crisi che hanno una frequenza di comparsa inferiore ad 1 o 2 volte almese, con intensità da lieve a moderata.
Nel caso in cui la fenomenologia abbia una frequenza più elevata che si aggira tra le 3 o le 4 volte al mese, condurate anche di due giorni non si deve assolutamente né aumentare la dose di analgesico né aumentarne iltempo di somministrazione, si deve fare riferimento al medico che studierà una terapia ad hoc generalmenteindirizzata all'assunzione di Triptani, farmaci antagonisti della serotonina, specifici per l’emicrania cheagiscono inducendo il restringimento delle pareti dei vasi cerebrali e sebbene siano efficaci nel trattamento delsingolo attacco doloroso, non sono né preventivi né curativi della malattia.
Il farmaco di riferimento è il Sumatriptan somministrato per via sotto cutanaeaÉ possibile effettuare una terapia preventiva della durata variabile da pochi mesi fino ad un anno.
Individuare il farmaco più efficace a scopo profilattico in ogni singolo caso non è facile: servono tempo,pazienza e impegno, nonché la disponibilità a collaborare con il medico, per tali ragione spesso vieneconsigliato ai pazienti di redigere un diario dove verranno riportati i vari sintomi, i probabili fattori scatenantie gli alimenti utilizzati.
La prevenzione può prevedere l’assunzione di diversi farmaci che come prima indicazione terapeuticanon hanno il trattamento delle emicranie come ad esempio i betabloccanti ed i calcioantagonisti.
Contro la cefalea a grappolo si ricorre perlopiù a verapamil, un calcioantagonista che, se assunto fin dai primiattacchi, riesce ad attenuarne in modo sostanziale la frequenza e l’intensità, permettendo di mantenereuna buona qualità di vita.
Molte cefalee tensive, come abbiamo detto, sono associate a contratture muscolari: pertanto può risultareefficace un trattamento preventivo con farmaci miorilassanti associati a interventi fisiatrici e a massaggi localiche contribuiscono ad allentare la tensione e a normalizzare il tono muscolare.
In alternativa si può optare per amitriptilina che, a basse dosi, ha un buon effetto analgesico in questo tipo dimal di testa.
Insomma, un problema serio da non sottovalutare e se in serata, nei momenti di intimità, il vostro partnerpronuncerà la tanto odiata frase “No Amore, ho il mal di testa!”, preoccupatevi! Autore: Giacomo SansoneDocumento pubblicato il: 05 Maggio 2011 alle ore 21:39 Indirizzo originale del documento: http://www.radiosca.it/notizia/28562-emicrania-e-cefalea.html

Source: http://www.radiosca.it/pdf/28562.pdf

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